E allora chiudo,
Chiudo perché volevo fare una cosa per la mia città, volevo aiutare chi come me ha sentimenti d'amore e di critica feroce, di passione e di sdegno verso un posto che un tempo, nemmeno troppo lontano, era chiamato "il Fiore".
Chiudo perché nemmeno i miei familiari son passati a lasciare un commento, forse perché si parla al telefono, forse perché non sapevano che scrivere.
Chiudo perché per colpa mia ho pubblicizzato poco questo angolo di sfogo per tutti, e quindi nessuno sa che c'è, nessuno sa che esiste un angolino per poter dire la propria sulla città più bella del mondo, almeno per me.
Chiudo perché come dice la mia compagna, "non ti caa nessuno", Tradotto non ti caga nessuno......
Proprio perché dovrei chiudere questo blog, minni futtu e vado avanti, anche se non mi dovesse leggere nessuno, anche se lo dovessi fare solo per me, io non chiudo
Sabbenerica a tutti.
martedì 14 giugno 2016
lunedì 4 aprile 2016
Buongiorno a tutti
oggi non voglio postare foto di zone di Palermo da recuperare, oggi voglio scrivere di palermitani, categoria a cui appartengo, e categoria a cui non mi ritrovo più.
Qualcuno (semmai qualcuno dovesse leggere questo blog) potrebbe pensare che non sono proprio in sintonia con il mio cervello, se non mi ritrovo e allo stesso tempo mi ritrovo in una categoria di persone, ma scrivo proprio per fare luce su questo mio conflitto.
Sono palermitano perché piuttosto che mollare e dire che la mia città è in declino, la difendo con i denti e con le unghie, ma poi mi guardo in giro e mi chiedo cosa c'è da difendere, cosa è che merita tutto questo "attaccamento alla maglia".
Allora architettonicamente Palermo è una splendida città, storicamente è stata capitale di regni, culturalmente è stata attiva e sempre un faro per la società italiana, mediterranea e europea.
Ma il problema principale è che ERA, ora cosa è diventata, cosa abbiamo permesso che diventasse Palermo?
A parte il sacco da parte di una organizzazione criminale becera e violenta, che ha trasformato "il Fiore" in un ciuffo ri "ddisa" (pianta tipica siciliana che serviva per fare le scope), ma noi cittadini perché non abbiamo più la poesia dentro? perché permettiamo la rovina nostra trasferendo questa rovina anche alle strade, alle piazze, alle spiagge e ai monumenti di Palermo?
Vedo in giro menefreghismo, quello della peggior specie, che ti porta a fregartene non solo di tutto il resto, ma anche di te, dei tuoi figli, del futuro, il palermitano di oggi non ha stimoli culturali, o meglio li ha, ma non li vede nemmeno, il palermitano di oggi si appiattisce fino a diventare tutt'uno con l'asfalto pieno di buche di quasi tutte le strade della città. l'evoluzione del detto "calati iunco ca passa la china" non è più riferita al suo significato originale, ovvero cerchiamo di limitare i danni per poi ripartire, no qui è me ne fotto dei danni tanto ci sarà qualcuno che mette a posto, e se non c'è cazzi suoi.
Viviamo in una sorta di reality dove lo scopo è essere sempre peggio di chi ci sta accanto, tu parcheggi in seconda file, minchia io in terza, tu butti la munnizza fuori dal cassonetto, minchia io la lancio dal balcone, ma la cosa peggiore è la scrollata di spalle, sia di chi compie il gesto sia di chi lo guarda, e lo subisce.
Non ci sono soluzioni a questo degrado, nemmeno i bambini crescono con ideali diversi, le generazioni future sembrano assorbire il peggio di noi, e la colpa è ancora una volta nostra.
Una volta un gruppo di giovani sfidò il potere scrivendo su dei fogli di carta "un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità", un messaggio di ribellione verso un sistema che ha messo in ginocchio la sua stessa madre, un sistema che ha perpetrato negli anni lo stupro sistematico della città di Palermo, lo stupro sistematico di tutti noi.
Ora alcune reazioni sono state di allarme, tipo i PM volevano sapere chi fossero l'autore di quei volantini, altre reazioni di giubilo (poche), perché si intraveda la via maestra finalmente, ci sono state anche reazioni di offesa da parte di chi negava che a Palermo si pagasse il pizzo, anzi questi giovani erano "vastasi" perché non ne capivano niente di queste cose. Ma la maggiore parte delle persone ebbe la reazione peggiore a tutto questo, IL SILENZIO.
Tanto è stato fatto da quei giovani, il movimento è diventato forte, è cresciuto e ha liberato tante persone dal morbo del pizzo, ma la gente, i palermitani, la moltitudine che fa?
Fa come sempre, se ne fotte.....
Purtroppo.
oggi non voglio postare foto di zone di Palermo da recuperare, oggi voglio scrivere di palermitani, categoria a cui appartengo, e categoria a cui non mi ritrovo più.
Qualcuno (semmai qualcuno dovesse leggere questo blog) potrebbe pensare che non sono proprio in sintonia con il mio cervello, se non mi ritrovo e allo stesso tempo mi ritrovo in una categoria di persone, ma scrivo proprio per fare luce su questo mio conflitto.
Sono palermitano perché piuttosto che mollare e dire che la mia città è in declino, la difendo con i denti e con le unghie, ma poi mi guardo in giro e mi chiedo cosa c'è da difendere, cosa è che merita tutto questo "attaccamento alla maglia".
Allora architettonicamente Palermo è una splendida città, storicamente è stata capitale di regni, culturalmente è stata attiva e sempre un faro per la società italiana, mediterranea e europea.
Ma il problema principale è che ERA, ora cosa è diventata, cosa abbiamo permesso che diventasse Palermo?
A parte il sacco da parte di una organizzazione criminale becera e violenta, che ha trasformato "il Fiore" in un ciuffo ri "ddisa" (pianta tipica siciliana che serviva per fare le scope), ma noi cittadini perché non abbiamo più la poesia dentro? perché permettiamo la rovina nostra trasferendo questa rovina anche alle strade, alle piazze, alle spiagge e ai monumenti di Palermo?
Vedo in giro menefreghismo, quello della peggior specie, che ti porta a fregartene non solo di tutto il resto, ma anche di te, dei tuoi figli, del futuro, il palermitano di oggi non ha stimoli culturali, o meglio li ha, ma non li vede nemmeno, il palermitano di oggi si appiattisce fino a diventare tutt'uno con l'asfalto pieno di buche di quasi tutte le strade della città. l'evoluzione del detto "calati iunco ca passa la china" non è più riferita al suo significato originale, ovvero cerchiamo di limitare i danni per poi ripartire, no qui è me ne fotto dei danni tanto ci sarà qualcuno che mette a posto, e se non c'è cazzi suoi.
Viviamo in una sorta di reality dove lo scopo è essere sempre peggio di chi ci sta accanto, tu parcheggi in seconda file, minchia io in terza, tu butti la munnizza fuori dal cassonetto, minchia io la lancio dal balcone, ma la cosa peggiore è la scrollata di spalle, sia di chi compie il gesto sia di chi lo guarda, e lo subisce.
Non ci sono soluzioni a questo degrado, nemmeno i bambini crescono con ideali diversi, le generazioni future sembrano assorbire il peggio di noi, e la colpa è ancora una volta nostra.
Una volta un gruppo di giovani sfidò il potere scrivendo su dei fogli di carta "un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità", un messaggio di ribellione verso un sistema che ha messo in ginocchio la sua stessa madre, un sistema che ha perpetrato negli anni lo stupro sistematico della città di Palermo, lo stupro sistematico di tutti noi.
Ora alcune reazioni sono state di allarme, tipo i PM volevano sapere chi fossero l'autore di quei volantini, altre reazioni di giubilo (poche), perché si intraveda la via maestra finalmente, ci sono state anche reazioni di offesa da parte di chi negava che a Palermo si pagasse il pizzo, anzi questi giovani erano "vastasi" perché non ne capivano niente di queste cose. Ma la maggiore parte delle persone ebbe la reazione peggiore a tutto questo, IL SILENZIO.
Tanto è stato fatto da quei giovani, il movimento è diventato forte, è cresciuto e ha liberato tante persone dal morbo del pizzo, ma la gente, i palermitani, la moltitudine che fa?
Fa come sempre, se ne fotte.....
Purtroppo.
mercoledì 9 marzo 2016
Eccoci di nuovo qui a parlare di Palermo, c'è una parte della nostra città che potenzialmente potrebbe risolvere i problemi abitativi, servirebbero come sempre molti "piccioli", ma più di quello forse gente che li tiri fuori, ma comunque ecco alcune immagini della "potenzialmente" bellissima anima della Palermo storica, L'Albergheria
![]() |
| Fonte balarm.it |
![]() |
| Fonte palermotoday.it |
![]() |
| Fonte palermo.for91days.com |
Progettate gente progettate!!!
mercoledì 2 marzo 2016
lunedì 29 febbraio 2016
Benvenuti,
questo blog è stato creato da me, Antonino D'Agostino, perché ho sentito la necessità di dare voce a chi come me vede e stravede lo scempio sociale, architettonico, ambientale, politico e economico che ormai da decenni pregna l'aria e la vita di una città, la nostra, la mia Palermo.
Come prima iniziativa, riprendo un post di un blog dedicato a Palermo, forse il più famoso, Rosalio.it, dove in un post in particolare si parlava delle ville e dei palazzi di Palermo, quelle ville e quei palazzi che non esistono più.
Allora mi è venuto in mente di inventarmi il talent show più strano che si sia mai visto, almeno credo, ovvero il P-FACTOR.
Cos'è il P-FACTOR? E' una competizione fra tutte le menti creative di questa città, che devono presentare un progetto di rinascita di diversi posti di Palermo che sono stati deturpati in questi anni.
i progetti non devono essere per forza redatti da architetti o ingegneri, ma devono essere esaustivi, così da essere votati dalle persone che visitano questo blog, i vincitori dei vari progetti, non vinceranno nulla, o almeno nulla di materiale, ma la possibilità di vedere realizzato il progetto, possibilità che verrà data dal Comune. La parte interessante è proprio questa, cioè i progetti che avranno avuto più consensi, saranno portati all'attenzione del Comune di Palermo, dove chi è competente valuterà se realizzare o meno il progetto.
La mia intenzione è di fare politica urbanistica parteno dalle esigenze e dalla fantasia del popolo palermitano, poi la responsabilità è sempre di chi amministra la città.
Spero che la partecipazione sia numerosa
a presto
questo blog è stato creato da me, Antonino D'Agostino, perché ho sentito la necessità di dare voce a chi come me vede e stravede lo scempio sociale, architettonico, ambientale, politico e economico che ormai da decenni pregna l'aria e la vita di una città, la nostra, la mia Palermo.
Come prima iniziativa, riprendo un post di un blog dedicato a Palermo, forse il più famoso, Rosalio.it, dove in un post in particolare si parlava delle ville e dei palazzi di Palermo, quelle ville e quei palazzi che non esistono più.
Allora mi è venuto in mente di inventarmi il talent show più strano che si sia mai visto, almeno credo, ovvero il P-FACTOR.
Cos'è il P-FACTOR? E' una competizione fra tutte le menti creative di questa città, che devono presentare un progetto di rinascita di diversi posti di Palermo che sono stati deturpati in questi anni.
i progetti non devono essere per forza redatti da architetti o ingegneri, ma devono essere esaustivi, così da essere votati dalle persone che visitano questo blog, i vincitori dei vari progetti, non vinceranno nulla, o almeno nulla di materiale, ma la possibilità di vedere realizzato il progetto, possibilità che verrà data dal Comune. La parte interessante è proprio questa, cioè i progetti che avranno avuto più consensi, saranno portati all'attenzione del Comune di Palermo, dove chi è competente valuterà se realizzare o meno il progetto.
La mia intenzione è di fare politica urbanistica parteno dalle esigenze e dalla fantasia del popolo palermitano, poi la responsabilità è sempre di chi amministra la città.
Spero che la partecipazione sia numerosa
a presto
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